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[Evento] Il ricordo di Giorgio Ambrosoli

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Siamo onorati di pubblicare nel contesto di “57 giorni, Strade di legalità” le parole di Stefano Mattachini Ambrosoli, nipote di Giorgio Ambrosoli, che ci ricorda il nonno e l’amico Maresciallo Silvio Novembre, mandandoci un augurio speciale.
Un grande grazie a Stefano.

 

“La storia di mio nonno, Giorgio Ambrosoli, indubbiamente ha cambiato il mio modo di vivere la mia vita, le relazioni con gli altri. Possiamo dire che mi ha dato un’occasione di vivere in un modo un po’ più consapevole, cosa si può portare dietro chi vive una responsabilità, qualunque essa sia.

Nonno Giorgio si è trovato giovanissimo con in mano una grande responsabilità, era solo, accanto a sé aveva pochi collaboratori di fiducia, il Maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre e la sua famiglia. Si è trovato contro mafiosi, massoni, politici, ministri e magistrati, tutta gente che avrebbe dovuto salvaguardare il primo luogo il Bene Comune, se tutti questi non avessero favoreggiato Sindona io credo che questa storia avrebbe avuto una fine molto diversa.

Sono passati 41 anni dalla morte di mio nonno ma trovo che questa sia una storia senza tempo, proprio perché i principi che hanno incarnato Giorgio e Silvio sono senza tempo. La storia di nonno Giorgio ci insegna la libertà, libertà di dissentire, di dire di No, anche davanti alle minacce di morte, anche davanti a tentativi di corruzione, ci insegna cosa voglia dire vivere la responsabilità nei confronti delle Istituzioni ma soprattutto nei confronti del prossimo, nonno ha svolto il suo lavoro per amore del Paese. Ci insegna anche la ribellione, ribellione di fronte alla prevaricazione, nei conforti di un potere arrogante ma la cosa stupenda quanto paradossale è che questa ribellione era perfettamente in linea con il rispetto delle regole e questo credo sia stupendo.

Oggi insieme a Voi voglio ricordare anche il Maresciallo Silvio Novembre mancato nel settembre del 2019, credo che quando 41 anni fa nonno Giorgio lascio la sua vita su quella strada di una calda Milano con lui se ne andò anche o un pezzo di Silvio, negli anni della liquidazione erano divenuti molto più che semplici collaboratori, l’affetto sempre dimostrato da Silvio e dalla sua famiglia negli anni successivi a quell’11 luglio credo sia qualcosa di indescrivibile. Silvio ci è sempre stato vicino sia nella difesa della memoria che nella ricostruzione degli eventi, era un uomo dolce ma allo stesso tempo fermo e deciso, non possiamo dimenticare un uomo che ha fatto tanto bene nella sua vita.

Ci sono voluti vent’anni perché a questa morte ingiusta venisse riconosciuta dallo stesso Stato che lo lasciò solo, ci è voluto il Presidente Ciampi, la Medaglia d’Oro al Valor Civile fu quel gesto che, in parte, curò tutte le ferite che la mia famiglia e Silvio Novembre si portavano nel cuore. Come disse il Prof dalla Chiesa “un tardivo risarcimento” dopo tanti anni di silenzio.

Mauro Rostagno disse: “lotta alla mafia è gioia di vivere”, nonno Giorgio ha saputo vivere a pieno la sua vita nel rispetto di quei valori che facevano parte di lui, senza che nessuno glielo imponesse ma perché ci era arrivato.

Auguro a voi, auguro a noi di poter vivere le nostre vite con libertà, responsabilità, e soprattutto gioia!”

 

Stefano Mattachini Ambrosoli

 

Giorgio Ambrosoli

 

 

Stefano Mattachini

15/07/2020

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